La scienza dello sguardo: cosa succede alle nostre palpebre con il tempo?

La pelle intorno ai nostri occhi è la più sottile del corpo, ed è per questo che mostra prima di altre i segni del tempo. Sotto la superficie si trovano un piccolo muscolo e dei cuscinetti di grasso protettivi. Quando gli anni passano, la pelle perde collagene e si rilassa, il muscolo si indebolisce e il grasso scivola in avanti, creando le classiche “borse” inferiori o l’effetto palpebra cadente sopra l’occhio. La blefaroplastica è l’intervento chirurgico mininvasivo che rimodella delicatamente questi tre elementi per restituire allo sguardo un aspetto fresco, aperto e riposato.

I tre pilastri scientifici del trattamento

Ridistribuzione dei volumi adiposi

La moderna chirurgia palpebrale punta sulla ridistribuzione (e non solo sull'asportazione) del grasso orbitario. Questo evita l'effetto di "occhio svuotato", mantenendo la naturale tridimensionalità dello sguardo

Ripristino della tensione cutanea

Attraverso un calcolo geometrico preciso, si elimina la pelle in eccesso che ha perso la sua dermo-elasticità a causa della degradazione fisiologica delle fibre di collagene ed elastina

Consolidamento della barriera muscolare

L'intervento può intervenire sul muscolo orbicolare che circonda l'occhio. Rinforzando questa struttura muscolare debole, si ricrea il naturale sostegno che impedisce ai tessuti profondi di cedere nuovamente

Il percorso in breve

L’intervento inizia con una mappatura millimetrica sulla palpebra, una fase matematica fondamentale per calcolare con precisione quanta pelle in eccesso rimuovere e garantire che l’occhio continui a chiudersi in modo perfetto e naturale. Successivamente, il chirurgo esegue delle piccolissime incisioni, che vengono nascoste strategicamente nella piega della palpebra superiore, in modo da non lasciare segni visibili. Attraverso questi micro-accessi, viene rimosso l’eccesso cutaneo, per ridare armonia e tono alla zona oculare. Infine, i tessuti vengono richiusi con fili di sutura sottilissimi: grazie alla straordinaria capacità di rigenerazione di quest’area del viso, la pelle guarisce molto rapidamente e i segni diventano invisibili nel giro di poche settimane.

FAQ - Domande frequenti sulla Blefaroplastica

Biologicamente, la pelle perde collagene ed elastina, le proteine che la tengono elastica. Poiché la cute della palpebra è sottilissima, il cedimento dovuto alla forza di gravità crea un “effetto cappuccio” che appesantisce l’occhio.

Sì. Quando la pelle in eccesso è molta, poggia sulle ciglia e restringe fisicamente il campo visivo in alto e ai lati. Rimuovere questo “ostacolo” cutaneo permette all’occhio di aprirsi di più, migliorando la visuale e riducendo l’affaticamento oculare.

L’incisione viene fatta dentro la piega naturale che si forma quando teniamo gli occhi aperti. Inoltre, la palpebra è una zona molto vascolarizzata: questo accelera la rigenerazione delle cellule, rendendo la micro-cicatrice invisibile a occhio nudo in pochi mesi.

Assolutamente no, anzi. Ci sono solo dei piccoli accorgimenti da seguire subito dopo l’intervento, come il make-up, ma la durata di ripresa è davvero minima.

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